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Quando i piccoli ci mettono nei guai


I pericoli in casa quando ci sono dei bimbi piccoli sono tanti. E bisogna aggiungerci anche le situazioni pericolose nelle quali, loro malgrado, possono trovarsi anche i grandi. Venerdì sera il nostro piccolo alle nove di sera ha chiuso mamma e papà fuori sul balcone
.

Noi fuori disperati e lui al di là del vetro che rideva, incapace di rialzare la leva della finestra che aveva abbassato. E’ stato un attimo, io e mio marito cenavamo sereni sul balcone, rilassandoci dopo una settimana estenuante e mio marito dice: “Non è che Davide ci chiude fuori?”. Io rispondo serena che no, non ci arriva ancora alla maniglia della portafinestrrrrr…. AIUTO!!! Non ho nemmeno finito la frase che ZAC, Davide ci aveva chiuso fuori.
Attimo di stupore, poi di riso isterico (il mio) e urla di panico (quelle di mio marito).
Davide si è un po’ stupito. Devo onestamente dire, a sua discolpa, che ha anche tentato – seguendo le nostre indicazioni arruffate e scoordinate – di rialzare la leva ma sebbene sia alto abbastanza per abbassarla, non lo è a sufficienza per rialzarla.
A un certo punto, – finalmente libero – ha afferrato il telecomando della tv, oggetto ultraproibito, ha acceso il televisore e si è seduto comodamente sul divano, per nulla spaventato, gettando ogni tanto un’occhiata distratta a quei due pazzi che si scalmanavano al di là del vetro.

Noi abitiamo al sesto piano, per cui calarsi da qualche parte non era possibile. Sul balcone, ovviamente, non avevamo né chiavi, né telefoni. Quindi prima regola: portarsi sempre un telefono dietro. Esclusa la rottura dei vetri che avrebbero potuto ferire Davide, e dopo aver tentato di prendere a spallate la finestra, abbiamo iniziato a urlare. Era venerdì sera e molti erano partiti per il weekend. Abbiamo iniziato allora a tirare oggetti, bottiglietta di fertilizzante piante, girandola, tappo insetticida ecc., alla taparella abbassata della nostra vicina di fianco, nella speranza che fosse ancora in casa. Per fortuna lo era e quando ha alzato la tapparella ha fatto una faccia che potete solo immaginarla. Tuttavia non è che potesse fare molto per cui ci ha passato il telefono. Abbiamo iniziato a chiamare i miei – che hanno un mazzo di chiavi di scorta – ma non rispondeva nessuno. Mio padre è sordo come una campana e quindi non mi aspettavo niente di meglio.
Eravamo già lì pronti a chiamare i pompieri quando la vicina ci passa un bel cacciavitone. Con quello siamo riusciti a scardinare il pernino della finestra e, con una bella spallata, a fare irruzione… in casa nostra.
A quel punto, noi ci siamo messi a ridere e Davide invece a piangere perché ha capito che aveva combinato un guaio e che eravamo arrabbiati e preoccupati.

Tutto è bene quel che finisce bene e adesso racconteremo questa storiella per far ridere gli amici. Si aggiungerà a quella volta famosa in cui la lavatrice ha camminato e ha bloccato la porta del bagno…. Ma questa è un’altra storia.

E le vostre pesti? Quali guai vi hanno combinato? Dai, raccontateceli…

Prima gita scolastica

Raffreddore cronico