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Il gelato di Hello Kitty

C’è un momento in cui i bambini sentono e manifestano fortissimo il senso di appartanenza sessuale. Ci sono cose da maschi e cose da femmine, giochi da maschi e da femmine ecc. Non so se sia innato o se gielo inculchino all’asilo.

Ieri eravamo al parchetto, come tutti i giorni usciti dall’asilo. A un certo punto, con scampanellio e suono di clacson, arriva il biroccino che vende i gelati. Evento a cui nessun bambino rimane indifferente, soprattutto in orario di merenda.

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Ebbene, Filippo – uno degli amici del cuore di Davide – ha l’acetone per cui la mamma non gli compra il cornetto Algida al cioccolato che vorrebbe lui ma un bel gelatino alla panna e fragola. Panna e fragola, bianco e rosa. E oltretutto di marca Hello Kitty. Filippo non fa una piega e se lo mangia tutto felice anche perché all’interno del manico ci sono tre, dico tre, mini adesivi da appiccicare sulle borse delle mamme o tra i capelli, a scelta.

Appena Davide lo vede arrivare col gelato rosa gli urla: “Filippo mangia un gelato da femminaaaaaa” attirando l’attenzione di mezzo parchetto e sghignazzando con Lorenzo, l’altro moschettiere del trio.

Filippo scoppia in un pianto dirotto quasi inconsolabile.

Noi mamme rimaniamo basite.

Morale, scopriamo che all’asilo c’è un forte battage per sta storia di cose da maschi e cose da femmine, colori da maschi e colori da femmine e mi chiedo se siano le maestre a stimolare questo tentativo di identificazione sessuale o se siano i bambini stessi che incominciando a riconoscersi in un gruppo di riferimento. Voi che ne dite?

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