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Quando la gravidanza va oltre termine

Sto per diventare zia della bimba di nostri cugini. Mamma giovanissima (28 anni) ma termine passato già da una settimana. Che si fa?

La quasi mamma sta benissimo, certamente l’umore non è dei migliori visto che sperava di partorire almeno tre settimane fa. Niente. Zero dilatazione, zero contrazioni. Quando ho partorito io, otto anni fa, era un momento in cui non ti lasciavano nemmeno andare oltre termine. Come arrivavi al giorno giusto, se non succedeva nulla, inducevano e basta. Almeno così al Buzzi di Milano.

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Però la vicenda della cugina mi ha incuriosito e ho cercato di capire che cosa accade quando si va oltre scadenza. 

Il motivo per cui si tende ad evitare il prolungamento fino al momento naturale di una gravidanza è che il feto continua a crescere. I rischi legati all’ingrossamento del piccolo sono tanti e non trascurabili. Più diventa grande e più cala il liquido amniotico mentre aumentano le quantità di liquidi di scarto del feto stesso. Inoltre il maggior volume del piccolo rischia in percentuali considerevoli di schiacciare il cordone ombelicale. Insomma, i rischi ci sono. Certo che, con le moderne tecnologie di monitoraggio, è possibile tenere sotto controllo la vicenda ma purtroppo i casi di cordoni attorcigliati non visti, di liquido misurato male eccetera sono troppi per non considerare l’induzione.

Ne sono testimonianza io stessa a cui il parto fu indotto alla 38+3 perché il marmocchio era già fuori misura. E infatti è nato di 4,550 kg.

E a voi come è andata? Ne sapete di più?

 

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