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Come affrontare il travaglio


Lo sapete che la durata del travaglio si accorcia di almeno un’ora se svolto in piedi o in ginocchio? Chiediamo quindi subito nell’ospedale dove desideriamo partorire come è possibile farlo.

In uno dei miei 3 corsi pre-parto – quello alla mitica Luna Nuova (www.lalunanuova.it)  – mi avevano detto subito questa storia perché – parlo di quattro anni fa ormai – era molto raro trovare degli ospedali o delle cliniche che ti consentissero il travaglio nella posizione che preferisci. Il che, in un momento oggettivo di disagio e di fatica, non è il massimo.

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Per esempio in Mangiagalli, meta privilegiata di molte milanesi, lo devi fare per forza sdraiata sul lettino. Lo stesso all’ospedale di Chivasso (TO). In Melloni invece puoi farlo come vuoi, anche accucciata a terra (come la mia amica Sabine). Al Buzzi offrono  diverse possibilità: sgabello svedese, dondolo, vasca con acqua (se è libera) ma anche per terra se vuoi. In alcuni ospedali (mi pare il san Gerardo a Monza) c’è addirittura la cromoterapia!

Attenzione, parlo di travaglio, non di spinte. Quelle per forza van fatte sul lettino ginecologico.

Questo è uno dei tanti motivi per cui in genere è meglio farsi la gran parte del travaglio a casa propria, almeno si fa quel che si vuole e ci si mette come ci pare.

Ci diciamo dove abbiamo fatto il travaglio e come? Almeno le amiche che non hanno ancora partorito si possono fare un’idea. Ciao!

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