Dicono che i bimbi che hanno frequentato il nido, siano agevolati nell'inserimento alla scuola materna. Che ne dite? Quale è la vostra esperienza? E come fare se il piccolo non ne vuole sapere?
Dato che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, il venerdì antecedente all'inizio della scuola materna (previsto per lunedì 8 settembre) ricevo una telefonata dove mi si dice che spiace molto ma le due maestre assegnate alla classe di Davide sono state trasferite. Le nuove devono ancora arrivare e quindi si posticipa l'inizio di un giorno e l'inserimento di una settimana. Il che vuol dire che per una settimana intera l'orario è stato dalle 10.15 alle 11.30.
Ovviamente uno dei criteri di scelta dell'asilo era stato proprio le
maestre. Le due, Anna e Laura, che avevamo conosciuto all'
open day e poi nei due giorni di preinserimento a giugno mi erano piaciute moltissimo ma soprattutto
erano molto piaciute a Davide. Infatti per tutta l'estate Davide ha raccontato al mondo che a settembre sarebbe andato all'"asilo dei grandi" con la maestra Anna e la maestra Laura.
Ma nossignore, il
diavolo ci ha messo la coda.Morale, una maestra è arrivata e non vi dico come stiamo messi. Lei è una persona totalmente scombinata, insicura, timidissima, impacciata da morire. Insomma, una che
coi bambini non ci sa fare per niente. Io accetto e comprendo - ci mancherebbe - che si sente nuova, che non conosce le regole e le abitudini dell'asilo, che non ha avuto tempo o modo di preparare la classe, gli armadietti, i tavoli ecc. ma
il modo di fare coi bambini ci DEVE essere. Questa quando arrivano i piccoli manco li vede, non va ad accoglierli, non ricorda i nomi, non fa NULLA per farli giocare, per aggregarli, per farli conoscere, per inventarsi qualcosa per tenerli buoni.
E quindi è un delirio: i bambini piangono di continuo perché non si sentono appoggiati, si sentono soli e abbandonati. Due mamme hanno ritirato i bimbi e iscritti al volo all'asilo privato.
E i bambini sono tristi e rognosi. Davide è un continuo che dice:
questa maestra non mi piace, questo asilo non mi piace, voglio tornare al nido ecc. ecc. E il dramma è che per quanto io lo "carichi"
lo capisco. Questa maestra non ha avuto il tempo per preparare la classe per cui i bambini si ritrovano in una stanza completamente vuota, con i muri scrostati, senza NIENTE.
Non hanno ancora i loro armadietti, non hanno i loro tavolini, la loro seggiolina, la zona nanna (dove tenere i loro orsetti) non è stata allestita. Non c'è NULLA che ricrei in loro il senso di appartenenza, il senso di identità, l'atmosfera di qualcosa di proprio, riconoscibile.
Io con lui devo tenere duro e caricarlo ma dentro al cuore sono un po' avvilita. Spero che il provveditorato mandi presto la seconda maestra, che questa che c'è si svegli un po', che Davide alla fine si abitui anche a questa situazione come ha sempre fatto in tutte le altre. Però, cavolo.
Ecco un caso dove il fatto di aver frequentato altri nidi e altri asili non ha aiutato. Non è proprio servito a niente, se non a fare tristi paragoni.