MammeBlog
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L'arte di partorire

Wednesday, 14 May 2008 20:59 scritto da Sofia
Si dice nel mondo che le italiane non sappiano più partorire. La nomea ci deriva dal fatto che l'Italia è il paese europeo con il più alto numero di cesarei, spesso non dovuti a reali necessità. Esce ora un libro che fa già molto parlare di sé.

Partorire in modo naturale un tempo era istintivo, oggi è un'arte da apprendere.
Maestro e pioniere della valorizzazione del momento più indimenticabile e importante dela nostra esistenza - quello in cui doniamo la vita  - Frédérick Leboyer, pioniere del parto attivo, aiutò le donne a riscoprire il senso più intimo e profondo del generare trasformando il parto in un'avventura meravigliosa da vivere consapevolmente.
A uno dei tre corsi pre-parto che ho frequentato  - si vede che ero a casa dal lavoro, vero? :-) - presso La Luna Nuova di Milano tutta la loro didattica era incentrata a insegnarci ad essere consapevoli delle nostre emozioni e sensazioni fisiche. Sia quelle piacevoli del piccolo che frullava nella pancia, sia quelle dolorore, come il parto.

Le lezioni e gli insegnamenti di Leboyer mi avevano fatto venire proprio voglia di vivere appieno quel momento e infatti tenevo al parti naturale più di ogni cosa al mondo. Purtroppo poi per me è andata diversamente (induzione+cesareo=vitello di 5 kg) ma le mie compagne di corso mi hanno assicurato che il modo che avevano imparato di ascoltare il dolore, agire e respirare con esso, unito alla consapevolezza che entro breve ci sarebbe stata donata la felicità estrema hanno reso l'esperienza pur dolorosa indimenticabile. Qualcuna mi ha detto "Non sai che cosa ti perdi".

Non se se arriverà il secondo e non so se potrò partorire naturalmente ma ho letto lo stesso questo libro. Con qualche esercizio semplice, e con le tecniche orientali di canto e di respirazione proposte dal CD allegato al libro, ogni mamma sarà in grado di prepararsi in serenità al grande momento. Partorire in modo naturale, senza paura, significa far nascere il bambino nella gioia, come testimoniano le tante lettere dirette personalmente all'autore, scritte dalle madri e raccolte in questo volume.

Lasciando perdere l'ovvio dolore, come è stata la vostra esperienza emotiva?

Ecco intanto le info sul libro: Fréderick Leboyer, L'arte di partorire, € 12,90, Red Edizioni.








Categorie:   Parto
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8 June 2008 11:08

Nel maggio 2006, dopo una gravidanza complicata,è nato il mio primo figlio...Il sabato notte mi si sono rotte le acque, io tranquilla, mi sono lavata e truccata, ho preso la borsa e sono andata in ospedale. Mi hanno visitata ma non c'era dilatazione quindi mi hanno lasciata nella sala travaglio...Avevo dei dolori che comunque ho sopportato con gli esercizi imparati al corso di preparazione al parto, ma passavano le ore e la dilatazione continuava a mancare...Trascorse così anche tutta la domenica...Il lunedì mattina dopo le visite di rito, decisero di indurre il parto anche perchè ero esausta da due notti insonni...nulla da fare i dolori chiaramente sono aumentati a causa dell'ossitocina e in più avevo la sensazione che il bambino salisse anzichè scendere, il che mi provocava anche dei vomiti di succhi gastrici...alle 16 decisero di farmi un cesareo. Mio marito è stato sempre con me e ho avuto prova del coraggio e della sensibilità di cui è capace...Il bambino ha pesato 4 kg e ha misurato 54 cm, ma era completamente disidratato poichè il liquido amniotico mancava dal sabato notte...Il problema era nato a causa dell'utero retroverso...
Nonostante tutto per me è stata una bellissima esperienza tanto è che sto aspettando il secondo bambino che nascerà ad ottobre. Percio ritengo irrispettoso da parte di tante donne che avendo partorito naturalmente si sentono eroine, rispetto a chi, come me, ha fatto il cesareo, perchè il dolore non mi è stato risparmiato comunque...Credo che anche i discorsi di superiorità di tante mamme che allattano, rispetto a quelle che non possono farlo sia altrettanto irrispettoso delle esperienze altrui. Io ho allattato mio figlio fino a 14 mesi, avevo tantissimo latte al punto che, visto che nel paese in cui vivo non avevo possibilità di donarlo, tutto quello che dovevo togliere in più, mi vergogno a dirlo, l'ho dovuto buttare via, ma mai mi sognerei di dire di essere una mamma di serie A o di serie B per l'uno o per l'altro motivo. Si tratta di natura e di destino...  Saluti a tutte e auguri

antonella

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