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... dove le mamme si incontrano

Bambini stressati

Wednesday, 12 March 2008 09:55 scritto da Sofia
Anche i piccoli si stressano? Possono davvero alcune situazioni generare stress e disagio profondo e manifesto nei nostri piccini?

La riposta è SI. Sentite questa.
Mio padre è partito per un viaggio in Laos e Cambogia (no comment) e quindi mia mamma - che non può stare da sola - è ospite qui da noi. Mia mamma stravede per il piccolo e il piccolo stravede per lei ma, non so neanche io come, qualcosa è cambiato.
La sua presenza fissa giorno e notte, la tensione che evidentemente provo io, alcuni oggettivi atteggiamenti di mia madre negativissimi hanno fatto sì che Davide sia diventato un altro bambino.
Non sto scherzando: un altro. Irriconoscibile. Nervoso, irritabile, capriccioso all'inverosimile, maleducato, disubbidiente, menefreghista, strafottente. Una cosa incredibile.
Tutto è diventato una lotta e una polemica con conseguenti strilli e pianti, sculacciate e castighi.
Eppure all'apparenza nulla era stato stravolto nelle abitudini del piccolo.

Il picco è stato lunedì quando mi hanno mandato a chiamare dal nido per chiedermi se c'era qualche problema in famiglia perché Davide era molto cambiato e addirittura ha dovuto essere messo in castigo. Cosa mai successa.

Mia reazione immediata: ho rispedito mia mamma a casa sua e ritorna qui solo alla sera per cena per poi dormire qui. La situazione si è normalizzata, non tornata come prima ma almeno gestibile.

La mia interpretazione del fatto è che Davide si sia accorto ed abbia assorbito in modo esponenziale del mio nervosismo e tensione. Inoltre lui e mia mamma si sono ritrovati  - apparentemente felicemente - a stare sempre insieme tutto il giorno e io ne ho approfittato per lavorare a testa bassa. Ero nell'altra stanza, non al polo nord, ma si vede che è bastato per farlo sentire abbandonato da me. Inoltre mia mamma farcisce le sue giornate con: "Amore, solo la nonna ti vuole bene davvero", "La mamma cattiva vuole mandarti all'asilo brutto, stai qui con la nonna" e ancora "Tu capisci che stai bene solo con la tua nonn, vero?". Ecco. Lo capite da sole.

Mi chiedevo se dargli un po' di Kindival possa tranquillizzarlo un po' perché anche alla notte ha iniziato a risvegliarsi un paio di volte solo per avere rassicurazioni: "Mamma un baScino", "Mamma ti voglio dare una carezza".

che ne dite? E' capitato anche a voi qualcosa del genere?




Categorie:   Scusate lo sfogo
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Comments

13 March 2008 20:31

Un articolo che fa ridere ...o piangere.CONSIGLI QUANDO SI ABITA CON LA SUOCERA...o la madre!

1) QUANDO LA SPOSA ABITA CON LA SUOCERA. La coabitazione con la madre del marito è la più pericolosa. Le ragioni sono evidenti. La maggior parte delle madri ama di preferenza i figli. Non intendiamo dire che non amino le figlie, ma segretamente preferiscono i figli, specialmente poi se è unico. Spesso le madri manifestano 1 senso di "possesso", DIMENTICANDO CHE I FIGLI SONO UN PRESTITO DA DIO E NON APPARTENGONO AI GENITORI. Per una madre il figlio sposato resta sempre suo figlio, prima che lo sposo della nuora. Se non ha una Fede profonda, ha difficoltà ad accettare il suo ruolo nuovo. Pretende il suo affetto; non è stata la prima amata? Pretende la sua gratitudine; non si è forse dedicata a lui anima e corpo? Pretende la docilità ai suoi consigli: non è il suo "figliolo"? Lo vuol sano e felice. Ha le sue tecniche di cure, di cucina. Le giudica le migliori (e sono le migliori...che conosca!). Sono quelle che bisogna usare per il figlio. Quelle e non altre, poiché sono le migliori. La nuora non ha che da adottarle. Forse la madre non conosce il figlio da maggior tempo? Non ha più esperienza? La nuora deve dunque far ciò ch'ella dice. Ogni suocera pensa immancabilmente così ed ogni nuora la pensa immancabilmente in modo diverso. Il problema è che una madre non conosce un figlio come marito ma solo come figlio! La nuora, assistita della grazia                                                                                                                                                                       del sacramento di matrimonio, ha una propria idea sul modo di nutrire suo marito e di farlo felice. Ella pure ne vuole la salute e la gioia, ma intende preparare i suoi pasti e disporre l'abitazione a modo suo, e concepisce le cose secondo l'ambiente familiare da cui proviene. Da tutto ciò, salvo casi rari d'una suocera intelligente che se ne disinteressi, il fatale conflitto.Tutto, letteralmente tutto, ne può fornire occasione: scelta dei cibi, preparazione dei pasti, abbigliamento del marito, disposizione d'un mobile, d'un quadro, impiego del tempo, scelta delle vacanze. In tale situazione spesso il marito non sa che fare, o meglio, non osa dar torto a sua madre, né ragione alla moglie; si destreggia secondo gli avvenimenti o dà ragione alla madre e torto alla moglie; oppure più di rado dà torto alla madre e ragione alla moglie, scegliendo così, in linea generale, la soluzione migliore. La suocera "interventista", che non ha né l'intelligenza né la virtù d'astenersi, è generalmente un temperamento autoritario, ferita dal marito tutta la vita, e cerca di compensarsi sui figli. In questo caso ha molto spesso - senza saperlo ne volerlo- diminuito la capacità di decisione dei figli. A volte usa ricatti nei suoi riguar di; gli ricorda tutta la dedizione passata; lo richiama, erroneamente, al suo dovere morale e religioso (4° comandamento!). In tal caso il figlio non soltanto non osa giudicare tra le due donne, ma, per timore della madre, darà torto alla moglie o le domanda discretamente di cede re. La moglie, che pensa di aver ragione, mal sopporta quest’atteggiamento codardo del mari- to, se la prende con lui apertamente o gliene fa torto in segreto; e siccome il conflitto riguarda ciò che più le sta a cuore, l'affetto del marito, soffre dolorosamente e spesso contrae una nevrosi. Quando il marito senza volontà prende apertamente le parti della madre e critica la moglie, il focolare è in gran pericolo. Vivendo separatamente, non sempre si evitano gli "interventi" della suocera; ma si favoriscono vivendo in casa sua. Gli inconvenienti sono gravi. La coabitazione con i genitori del marito è una soluzione pericolosa. Il danno è attenuato quando il marito sistematicamente ha cura di prendere una posizione gene- rale in favore della moglie. Deve apertamente avvertire la madre, in modo tanto amabile quanto fermo, che responsabile del nuovo focolare è la moglie, che col suo matrimonio, come madre, è passata dalla posizione 2 alla posizione 3 nel suo cuore di figlio: 1)Dio, 2)Moglie, 3)Genitori – e non più come da ragazzo 1)Dio, 2)Genitori, 3)Fidanzata- e che come lei aveva un tempo agito a modo suo, è bene che ora la moglie faccia altrettanto. Si mostrerà deferente ed affezionato verso la madre ma intransigente circa la posizione assunta. Pochi uomini, pur troppo, hanno la forza di usare tale linguaggio.
2) QUANDO LA SPOSA COABITA CON LA PROPRIA MADRE. Le cose vanno un po' meglio, se la sposa coabita con la propria madre. La situazione è meno direttamente pericolosa quando il marito vive nella casa della suocera. Questa di solito è più riservata. È anche possibile che provi molta simpatia per il genero. Se però è ostile al mondo maschile in generale, la situazione può complicarsi. Ci sono donne che sentono animosità verso gli uomini, soprattutto se hanno avuto un padre debole o severo, o un marito che le ha fatte soffrire. Esse
estendono a tutti gli uomini - genero compreso, a meno che non sia eccezionale - la loro acre dine verso il sesso maschile. Una tale madre avrà tendenza a sottolineare, nelle conversazioni con la figlia, i difetti del genero, agevolmente rilevati nella vita in comune. Se già la sposa, nella sua prima educazione, è stata messa in guardia contro gli uomini - rischio evidente con tale tipo di carattere materno- o se lei stessa prova qualche delusione riguardo al marito, il danno di tali ragionamenti, facilitati dalla coabitazione, è evidente. Nel caso della coabitazione di madre e figlia c'è anche il pericolo che questa non possa sviluppare la sua personalità. Fre- quentemente la madre continua a tenere la direzione della casa; decide per i pasti, la disposi- zione dell'alloggio, tiene la figlia sotto tutela, ne critica le decisioni, impone i propri gusti. La gio vane donna, invece di assumere il suo carattere psicologico adulto, rimane infantile, incapace di difendere il suo sposo. Anche qui, parlare chiaro! Tale pericolo esiste quando la nuora abita nella casa della suocera, ma è accresciuto quando la figlia abita dalla madre. Nel primo caso più frequentemente ci sarà "opposizione": la nuora può sviluppare a suo modo la propria per sonalità, sia pure in senso poco felice; nel secondo caso, la figlia adotterà un atteggiamento di "docilità", anche se controvoglia: il suo "adultismo" è in pericolo.
3) QUANDO COABITA COL PADRE O COL SUOCERO. Quando uomini -suocero o padre- vivono con giovani sposi, i pericoli sono minori. Di solito la giovane donna assume la direzione della casa. Gli uomini si occupano più volentieri d'affari, politica, calcio. La loro sfera d'interesse è volta verso l'esterno. Inoltre, hanno spesso come principio di non intervenire nel l'andamento casalingo, mentre le donne, ritenendosi competenti, hanno tendenza ad immis- chiarsene. Di conseguenza, la coabitazione col padre o col suocero presenta minor pericolo. Minor, diciamo, non assenza, soprattutto se il padre ha carattere autoritario. Ma se anche fos- se dolce come un agnello, la sua sola presenza (se non ha la buona abitudine di ritirarsi dopo i pasti) può creare un ostacolo tra gli sposi all' espressione dei sentimenti amorosi: in presenza del padre o del suocero, e anche più della madre o della suocera, un giovane sposo può difficilmente prendere sulle ginocchia la sua "mogliettina" e coprirla di baci un po' folli. La presenza di un terzo in casa impedisce le "tenerezze" extrasessuali, che hanno tan prezioso valore amoroso e sono tanto apprezzate dal mondo femminile. Per natura, gli uomini ne sono avari; quando le circostanze non le favoriscono, non ne acquistano certo la benefica abi- tudine. La coabitazione presenta solo inconvenienti. Offre un vantaggio economici, ma è un' economia che costa caro per quanto riguarda l'amore.
4) E SE NON SI TROVA ALLOGGIO? E se non è possibile far in modo diverso? Se non si trovano due stanze neppure a 500 chilometri intorno? Ritardare il matrimonio? Giudica- re caso per caso, in preghiera, dopo esame dei caratteri delle suocere: ogni regola comporta eccezioni, ci sono suocere fantastiche. II loro pregio è dato dall'esser rare. Una suocera Signo ra si ricorda sempre che è stata nuora. “Miei generi e nuore mi adorano; sempre difendo la par te acquisita della famiglia”. Come minimizzare i danni? Avere alcuni ambienti riservati: cucina, soggiorno, camera. La giovane donna prepari i pasti per la sua famiglia. Ci sia almeno un sog giorno dove, presi i pasti, possano ritirarsi. Se il padre/la madre è ospite della giovane cop pia, abbiano l'elementare delicatezza di ritirarsi nella loro camera, d'andare a fare 1 passeggiata. Si allontanino, in somma!
Costruire? Non è sempre impossibile. In diversi paesi ci sono facilitazioni (case popolari, aiuto del governo). Le case personali costano più degli appartamenti, ma è meglio. Meno rumore dei vicini; si puo isolare i figli, se l'ambiente morale non è molto sano. Abitare in periferia procura aria migliore, minor rumore, più spazio. E l’affitto è più basso. Andate al Polo Nord, ma abbiate la vostra casa anche se piccola. Meglio un basso a Napoli che un palazzo con i genitori.
Ma questo è maleducazione con i genitori? No. È far loro l'onore di crederli comprensivi delle condizioni della vita coniugale. Se non lo sono, il figlio o la figlia devono fargliele capire: ”Las- cerà il padre e la madre!” Tagliare il cordone ombelicale prima di sposarsi. Bisogna dunque che i genitori diano le dimissioni? Sì, dagli interventi con autorità di genitori. No, dall' af fetto di genitori. Prima del matrimonio dare ai figli i consigli -più frequentemente di quanto fanno di solito, dettati dal loro amore e dalla loro esperienza-; dopo il matrimonio, intervenire con consigli a richiesta degli interessati, con un aiuto effettivo e occasionale (denaro, babysit- ting.) Per il resto, lasciar libero il giovane focolare e far di tanto in tanto solo visite d'amicizia.

maria

31 March 2008 15:43

Infatti, le nonne dovrebbero fare le nonne. Secondo me l'educazione spetta ai genitori e mi sta benissimo che i nonni "vizino" un po' i nipotini. In questo modo il bimbo capisce che con mamma e papà non si scherza e si ubbidisce mentre con i nonni qualche sana trasgressione ci può anche stare. NOn vi dico quando ho sorpreso mia mamma dire al piccolo "La mamma cattiva ti porta al brutto asilo". Non so che cosa le avrei fatto!!! Comunque adesso che mia mamma è a casa sua e che quindi vede il picoclo un paio di volte alla settimana tutto è rientrato nella norma. Meno male.

sofia

31 March 2008 16:38

Ciao a tutte, girovagando per la rete mi son ritrovata quì, ed essendo reduce da vacanze pasquali con tanto di suocera, ho trovato questo post un ottimo appiglio per sfogarmi un pò.. la mia amata suocera rende la mia bimba irriconoscibile: nervosa, irritabile, capricciosa, maleducata, disubbidiente, menefreghista e strafottente. La nonna, quando c'è, cerca di sostituirsi a me, diventa la mia ombra, me la ritrovo ovunque, difende mia figlia quando la rimprovero, annullando la mia figura e la mia autorità di mamma. Si ostina a non capire. Quello che le chiedo è solo di non creare quest'antagonismo (che oltre ad essere stupido credo sia sopratutto nocivo per mia figlia) e di fare SEMPLICEMENTE LA NONNA!!!!

Mammma Betty (mammanellarete)

MammaBetty

16 July 2010 20:37

Non sai quanto ti capisco cara Mamma Betty e la cosa che più mi fa arrabbiare è che dietro questo atteggiamento c'è una totale mancanza di fiducia e rispetto non solo verso noi ma anche verso i loro figli!!!
Purtroppo è una cosa che ho notato da quando sono diventata mamma e per me come per milioni di mamme su questa terra fare la mamma è la cosa più istintiva e naturale di questo mondo !!!!Invece il luogo comune è che tutti hanno la presunzione di sapere cosa è meglio per i nostri figli allora partono milioni di consigli inutili perchè tanto chi più di noi conosce il proprio figlio?
Assolutamente non dico che i consigli non vadano accettati ma una madre nasce e cresce con suo figlio e si merita fiducia!!!

Martina

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