MammeBlog
... dove le mamme si incontrano

Il pianto all'asilo. Fino a quando è normale?

Monday, 24 September 2007 12:11 scritto da Sofia
Nidi e asili sono partiti e molte mamme sono alle prese con l'inserimento. Le lacrime - dicono le puericultrici - sono normali perché è il primo vero distacco dalla mamma. Sì, normali... Ma fino a quando?


Davide ha iniziato il nido. Ha 25 mesi per cui mi sembrava, nonostante le teorie di Vittorino Andreoli - pronto per il nido. Socievole, molto flessibile, adattabile a ogni situazione, mangia e dorme ovunque e con chiunque, insomma mi pareva il momento giusto.
Al primo giorno si apre la porta e sembra spalancarsi un girone infernale. Quello dei bambini piangenti.
Davide non fa una piega, guarda con superiorità i marmocchietti in lacrime e si tuffa nel bidone delle macchinine. Così per quattro giorni. L'unico bimbo a rimanere da solo per due ore e mezza fin dal primo giorno. Quando lo vado a prendere è felice e tranquillo.
Tutto questo fino a venerdì mattina. Si è scatenato l'inferno. Già ha iniziato al mattino "Oggi bimbi no, oggi Dadi casa mamma". Quando siamo arrivati lì è scoppiato in un pianto dirotto e sconsolato, con le lacrimone rotonde che rotolavano sul suo faccino. Una scena molto insolita per lui che mi ha scioccato, devo essere onesta. Davide non ha mai pianto senza un vero motivo e quindi non sono abituata a vederlo così disperato. Le puericultrici dicono di salutarlo e andare. Obbedisco.

Quando vado a prenderlo dopo due ore e mezza, sento le urla dal fondo del corridoio. Lo trovo con la faccia gonfia di lacrime, tutto rosso, aggrappato alla ringhierina vicino alla porta di uscita che urla "mamma mamma". Mi hanno detto che è stato così praticamente tutto il tempo. Io però sono ancora forte e mi dico che è normale e passerà.

Stamattina stessa scena. Solo che ha iniziato a piangere e aggrapparsi modello koala quando siamo usciti di casa. Pianti, lacrime, strilli, mamma ti prego, insomma. L'ho lasciatop di nuovo piangente e disperato. Sono rimasta fuori dalla porta dieci minuti e lui suonava inconsolabile. Poi, siccome stavo mettendomi a piangere pure io, mi sono allontanata.
Mi hanno detto però che poi si è calmato e ha giocato sereno con gli altri.

Morale: fino a quanto è giusto far piangere i bambini? Ci sono bambini che piangono tutte le volte? E per quanto tempo? Ma questi piccoli/grandi traumi siamo proprio certe che siano salutari e formativi? AIUTO




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Comments

16 October 2007 03:57

Condivido "in toto" le tue ultime righe.
Mi chiedo se l'asilo non sia un'ipocrisia della società per essere più libera, parliamo di "sano egoismo", parliamo di posti di lavoro, parliamo di interessi economici della Chiesa che gestisce gli asili finanziati dallo Stato, parliamo che ci disumanizziamo sempre di più e ci priviamo di una delle poche vere felicità che la vita ci dà (vivere con un bambino), perché cosi fan tutte e non stiamo a farci stupide domande...

un papà

19 October 2007 15:53

Non so cosa dire.
Jacopo e' sempre andato molto volentieri al nido, che quest'anno che iniziava la materna, pensavo fosse una passeggiata, ed invece no. A differenza dei bimbi che entravano in "societa'" per la prima volta, non riesce ancora a trovare la sua figura di riferimento, lui voleva Anna la sua maestra del nido, non le 2 maestre della materna, per cui gia' dalla mattina quando si alzava mi diceva che non voleva andare a scuola, piuttosto stava a casa da solo, quindi pianti disperati quando lo lasciavo li, anche se poi quando andavo a prenderlo lo vedevo abbastanza tranquillo, mangiava tutto e faceva il suo riposino pomeridiano. Adesso va un po' meglio ci sono sempre delle mattine che non vuole andare, me non ci sono piu' pianti disperati. Anch'io ero tentata di tenelo a casa o allla meglio di cambiare scuola, anche se le maestre mi sembrano brave e materne, ma parlando con mio marito che non e' mai andato all
'asilo, ma direttamente alle elementari, mi ha detto che per lui il primo anno e' stato propio traumatico, e non li' non hai nemmeno il tempo di fare l'inserimento, ma e' un tutto subito, per cui tieni duro, a tutti i bimbi piace stare a casa con mamma e papa' pero' purtroppo non e' sempre possibile. Spero che ora le cose vadano un po' meglio.
Baci
Francesca

Francesca

22 October 2007 17:21

voglio rispondere al papà del msg del 15/10:
a volte non tutte le mamme possono fare la scelta di restare a casa con i figli, perchè ahimè oggi due stipendi non bastano quando c'è un mutuo da pagare o affitto etc. etc. o quando per esempio mio marito ha perso il lavoro (e per circa 1 anno e mezzo c'è stato il mio stipendio da 6 ore,  avevo fatto questa scelta per stare di piu' con mia figlia, ma poi sono stata obbligata a rientrare a 8 ore) il mio non è "sano egoismo", purtroppo è facile parlare quando non ci ci trova in certe situazioni, la mia fortunatamente si è risolta, ma mia figlia anche se a volta piange perchè vorrebbe stare sempre con me è felicee sera perchè per quanto mi è possibile le dedico tutto il tempo che ho, il mio orario di lavoro è dalle 8.00 alle 16.00 di piu' non posso non ho spazi per me ma va bene cosi' anche se a volte mi sento un po' stanca ed .... sicuramente qualche mamma mi capirà
saluti

pina

23 October 2007 12:52

Esatto. Se potessimo scegliere davvero sono sicura cehe sono poche le mamme che tornano al lavoro felici di farlo lasciando i propri piccoli per tutto il giorno. A parte la mia amica Marta. Smile
Quello che io mi chiedo è quanto sia giusto spedirceli prima dei fatidici 3 anni. Una volta i nidi non esistevano. Si andava all'asilo a 3 anni e fine. Se il sistema era questo forse vuol dire che avevano fatto degli studi e capito che era quella l'età giusta per il distacco definitivo. O no? Mah. Io so che il mio piccolo qualche volta piange ancora al mattino ma ormai il dado è tratto.

sofia

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