All'iscrizione al nido o all'asilo, chiedono sempre il certificato delle vaccinazioni eseguite. Ma se abbiamo fatto ai nostri piccoli solo le cosiddette "obbligatorie" possono esserci problemi?
Torniamo sul controverso e mai placato tema delle vaccinazioni.
Venerdì scorso c'è stato l'incontro al nido per le mamme dei piccoli che verranno inseriti il prossimo settembre 2007; Davide è tra questi.
Apre la sessione la pediatra, ottima dottoressa conosciuta in tutta la zona e pediatra ASL della stragrande maggioranza dei bimbi che frequentano quel nido (è tutto in zona).
Dopo un chiaro ed esaustivo preambolo su che cosa dobbiamo aspettarci dai piccoli al momento dell'inserimento, sulla tempestività e il livello di intervento nel caso in cui i piccoli non stiano bene, sul re-inserimento dopo malattie, malori ecc., sul regime alimentare accurato che seguono i piccoli viene fuori il famigerato discorso delle vaccinazioni.
La dottoressa esprime a chiare lettere il suo favore totale a tutte le vaccinazioni possibili e immaginabili, gratis e a pagamento - non in tutte le regioni il ticket è lo stesso - invitando molto caldamente le mamme dei più piccoli a
sottoporre i figli anche alle facoltative. Sia quelle gratuite (rosolia-orecchioni-morbillo) che a pagamento (meningite e pneumococco).
Non vi dico che putiferio si è scatenato tra le mamme! Ce ne erano di tutte le "fazioni". Quella che, vista la depenalizzazione in Lombardia, non ha fatto fare nessuna vaccinazione alla sua piccola e quella che ha portato il suo privatamente in Svizzera per fargli somministrare un vaccino speciale che è
"davvero sicuro, non come quelli in Italia"...
Ma fin qui niente di nuovo. La
solita diatriba che si dirime solo nel cuore e nella testa di ogni genitore. L'invito è sempre quello ad affrontare questo momento con consapevolezza e non a cuor leggero perché i problemi, seppure rarissimi ormai, possono esserci davvero e quindi meglio essere preparate.
La cosa che però mi ha scon-vol-to è stata la seguente.
Una molto apprensiva mamma siciliana chiede se la figlia di 18 mesi, pur già vaccinata contro rosolia-parotite-morbillo,
rischia COMUNQUE si prendersi al nido una di queste malattie da bimbi non vaccinati. La risposta è stata SI perché la pediatra sostiene che con il vaccino vivo che si somministra, la copertura è altissima ma non totale e quindi parzialmente questo rischio c'è.
Il che ha fatto scattare di nuovo la domanda: ma allora perché farglielo?
So che i vaccini sono diversi da regione a regione e che c'è differenza tra vaccini "vivi" e "morti". Qualcuna di voi ne sa qualcosa di in più?
Inoltre si aperto il dibattito sul vaccino contro il meningococco. Qualcuna di voi lo ha fatto ai suoi figli?