L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno fino ai due anni compiuti. Esclusivo fino ai sei mesi e integrato con alimenti durante lo svezzamento.
Tuttavia le pressioni che subiamo e I pregiudizi diffusi spesso ci scoraggiano a continuare dopo i fatidici sei mesi.
Tuttavia c’è una buona notizia: non è vero che I bambini allattati a lungo diventano insicuri e "mammoni". E’ tutto il contrario.
La cugina di mio marito, Claudia, laureata in scienze dell’alimentazione, sta facendo un dottorato all’università di Montpellier in Francia. La sua tesi è sui vantaggi dell’allattamento materno dopo il primo anno di vita. Mi ha detto che il 95% del fabbisogno di vitamina C dei bambini dopo i 12 mesi viene dal latte materno. Non è strepitoso? Conoscendo gli innumerevoli pregi della vitamina C, sarebbe già questo un validissimo motivo per continuare ad allattarli.
Oggi finalmente si ridà molta importanza all’allattamento al seno; sono tantissimi gli ospedali e i consultori che sostengono le puerpere nell’affrontare gli inizi, spesso difficili, dell’allattamento e ne promuovono il proseguimento almeno fino al sesto mese compiuto. Consigliando addirittura lo svezzamento naturale, cioè: far poppare il proprio piccolo finché ne ha voglia.
Meno male.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità spende un sacco di soldi per dimostrare, accertare, verificare e comunicare che il latte materno è la migliore e più preziosa fonte di salute e nutrimento per i nostri piccoli e dichiara con forza che il seno andrebbe porto fino almeno fino ai due anni.
A molti fa ridere vedere un bimbo che cammina, parla, ha tutti i sui dentini cercare il seno. Il seno è una cosa da neonati. O no?
Per molte di noi la cosa più impegnativa dello svezzamento naturale è affrontare le opinioni altrui. Se così è, possiamo benissimo mantenere “segreto” il nostro allattamento, anzi, creare un momento di complicità con il nostro piccolo, lontano da qualsiasi sguardo. Nel camerino di un grande magazzino, in macchina, in una stanza lontano dagli altri. Io lo faccio al mattino presto, quando ci svegliamo, prima di lavorare.
E mano a mano che Davide cresce, vedo che è lui a cercare il seno sempre di meno. Mano a mano che acquista sicurezza in se stesso e nel mondo che comincia a conoscere, cerca sempre meno il conforto del seno della sua mamma. E la nostalgia mia per il bimbo piccolo che dipende da me è equilibrata dalla gioia immensa di vederlo crescere bene e con fiducia in se stesso.Una fiducia che gli deriva dalla certezza, dal punto fermo, che la sua mamma (e il suo seno) sono sempre lì, quando li vuole.
Molte mamme temono che se non svezzano in fretta il proprio piccolo, questo vorrà andare avanti a ciucciare per sempre. In realtà tutti i bambini, prima o poi, perdono da soli l’abitudine a ciucciare, così come fanno con altri comportamenti (mettere tutto in bocca, gattonare ecc.). Così come non c’è un’età precisa per mettere il primo dente, imparare ad usare il vasino o camminare, così non c’è un’età “giusta” per smettere di poppare.
Solo noi possiamo conoscere i nostri piccoli.
Solo con l’amore, il rispetto e l’osservazione dei loro tempi ne faremo non solo degli adulti più equilibrati ma anche molto, molto più sani.
E voi? Dite la vostra sulla fine dell'allattamento. A volte lo svezzamento precoce è una necessità. Parliamone.