Tra i tre e i quattro anni i capricci si fanno più intensi e bizzosi. Lo sto scoprendo a mie spese ma dopo scoramenti, urla, castighi ecc. forse ho trovato la soluzione per una pacifica convivenza con il mio piccolo Attila.
In effetti ero abbastanza scoraggiata, come era possibile che un bambino sereno, sempre allegro, abbastanza ubbidiente, giocherellone, curioso si fosse trasformato improvvisamente in un
teppistello spocchioso, strafottente e ribelle? A tre anni!??!?!?! Cioè, scusate, a 14 me lo aspetto ma a 3 francamente no.

Tutto diventa una questione e una polemica: vestirlo al mattino una
mission impossible, mollarlo all'asilo una fatica di Ercole, portarlo a casa/asilo/nonni/supermercato un viaggio da Odissea.
E poi rispostacce della serie "
mettitelo tu, mangiatelo tu, vacci tu in castigo" e a volte alzava anche le mani. Io sempre più disperata, mia suocera che mi chiede serafica ma martellante: "Ma che cos'ha il bambino?" gettandomi sempre più nello sconforto.
Le mia reazione - in questi giorni poi sono particolarmente tesa e nervosa- spesso era di insofferenza per cui
mi mettevo a strillare, lo costringevo ad andare in castigo dietro la porta praticamente a forza, non so le volte che l'ho sollevato e buttato nella vasca piena d'acqua perché lui da solo non ci voleva entrare per poi DOPO, ovviamente, non voler uscire.
A nulla valgono i castighi: oggi niente budino, niente macchinina preferita, niente giochi all'oratorio. Pazzesco, Davide si è dimostrato di una tenacia, di una forza di volontà e di una caparbietà che spero manifesti anche quando dovrà studiare. E i
capricci, gli strilli, i pianti, le prepotenze continuavano. L'apice è stato raggiunto la scorsa settimana quando
ha colpito una bimba all'asilo (di cinque anni e mezzo!) con una macchinina facendole un graffio sotto l'occhietto. Lui sostiene che la bambina lo aveva spinto e quindi lui si è difeso, la maestra - manco a dirlo - non ha visto. la madre è venuta a fare una pezza. Insomma, un casino.
Ma la cosa che più mi ha mandato in bestia è stata non tanto il colpire la bambina (è successo anche a lui e sappiamo tutte che tra bambini che giocano può capitare) quanto il
fatto che non c'è stato verso di fargli chiedere scusa. Cioè, indipendentemente dal fatto che il colpo sia stato volontario o accidentale voglio che chieda scusa perché comunque il reponsabile è lui e non si deve picchiare MAI, nessuno per nessun motivo, anche se si ha ragione.
È diventato un braccio di ferro tra me e lui. Doveva chiedere scusa a questa bimba. Beh, ci ho impiegato tutto il pomeriggio (giuro) ma alla fine l'ho convinto a scrivere una letterina di scusa a questa Silvia da consegnarle poi il giorno dopo con un bacino. E lì mi si è squarciato il velo. Con Davide non funzionano le maniere aggressive e brutali. Bisogna
prenderlo con la dolcezza e spiegargli le cose con calma. Certo, io devo fare un
training autogeno che manco un monaco trappista perché la voglia che ho io è quella di disfarlo come l'ho fatto ma ho imparato a trattenermi, a calmarmi e poi a
parlargli con dolcezza, abbracciandolo e prendendolo in braccio. E credetemi, i bambini non la prendono come un cedimento o una carenza di polso ma anzi si sentono compresi nel loro disagio. E ci seguono come agnellini.Domani vi racconto poi altri trucchetti, voi ne avete?