MammeBlog
... dove le mamme si incontrano

Sconforto totale

Tuesday, 20 September 2011 19:20 scritto da Sofia

Ci sono giorni in cui i nostri piccoli sono adorabili: ubbidienti, giocosi, pieni di entusiasmo ecc. e giornate in cui si trasformano in piccoli demoni strafottenti, rognosi, impazienti e addirittura maleducati. Come può essere?

Oggi è uno di quei giorni che non so che cosa gli farei. Entra in casa senza nemmeno salutare (era al parco con la nonna), sbatte la roba per terra, fa finta di non sentire quando gli chiedo di venire a salutare la nonna che se ne va, non si sveste, non mi dice niente della scuola e oltretutto si permette di stracciare la carta a un pacchetto che avevo appoggiato in camera (mia non sua)e di pretendere che gli mettessi le pile per giocare. Cominciano a venirmi i fumi dalle orecchie e la suocera rincara la dose dicendomi che anche al parco è stato tremendo. L'unica cosa che lui riesce a dirmi in un'ora è che a scuola non ha nemmeno giocato perché è stato tutto il tempo a cercare di costruire una "trappola mortale" per Ruggero, quello che fino a ieri e da tre anni ormai, credevo fosse un amico e compagno di giochi.

Sono a metà tra il furente e il depresso, certamente in tensione come una corda. Gli ho tolto immediatamente il gioco (era per lui ma doveva chiedere, che cavolo!!) e stasera niente CD. Mi sembra davvero il minimo. Ho cercato di spiegargli con le buone che questo genere di comportamenti sono inaccettabili, che tutti abbiamo i nostri momenti di su e giù ma che è bello condividere per trovare insieme le soluzioni e un sacco di belle parole. Tuttavia dentro ribollo peggio della pentola a pressione.

Credo che molto sia da imputare alla stanchezza - me lo dicevano tutti che l'inizio della prima sarebbe stato massacrante - ma non posso non pormi delle domande. Il mio bambino è dottor Jackyll o questa discontinuità è normale e devo solo avere tanta, tantissima, ancora più pazienza?




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È arrivato il raffreddore... finalmente!

Thursday, 9 December 2010 10:54 scritto da Sofia

No, non sono completamente pazza. È che oggi dopo quasi tre anni, Davide è a casa dall'asilo ammalato. Ha il raffreddore. Ma, ovviamente, non è un malato normale...

Oggi vi faccio ridere. Davide sono due anni e oltre che non manca un giorno dall'asilo. Non è riuscito a stare a casa nemmeno quando ha fatto la varicella, visto che gli è venuta il giovedì pomeriggio e il venerdì a scuola c'era sciopero. Quindi il lunedì era già all'asilo :-)

È dall'anno scorso che ogni volta che qualche suo amichetto è casa ammalato, lui si incupisce e si intristisce, chiedendo con insistenza: "Ma io quando mi ammalo? Voglio essere ammalato!". Ovviamente per lui essere ammalato non significa febbre, tosse, mal di gola, malessere, influenza, stare male ma equivale a stare a casa dall'asilo. Oddio, come non capirlo... Ci siamo passate anche noi, no?

Questi due giorni siamo stati al lago e in giardino c'era la neve. Non molta a dire il vero ma abbastanza da farlo felice nel fare palle di neve, costruire un razzo col papi e altri giochi. Aveva i guantini di lana e quindi è stato con le mani bagnate e gelate. Idem per i piedini perché, prima di mettere i doposci, lui è riuscito a bagnarsi le calzine. Vuoi poi il continuo dentro e fuori da casa nostra e dell'amichetto Lorenzo - spesso senza giacca o con la giacca aperta - e il fatto che io sono malatissima, insomma: ieri sera aveva 37.4 di febbre. E quindi il padre si è imposto: domani niente asilo!

Inutile dire che mio marito da idolo totale è assurto a divinità indiscussa :-) e oggi Davide è a casa. 

Io credo di non averlo MAI visto più felice: salta, balla, canta, disegna, pieno di idee, di storie da raccontare, di giochi da fare...Non vuole nemmeno guardare un dvd!!

Mia suocera  - provvidamente convocata per tamponare l'emergenza - mi fa: "Ma sei sicura che sia malato?". In effetti dopo la tachipirina di febbre non ne ha e gli sto dando solo in Nysikind per fargli sparire eventuali sintomi da influenza anche se, devo dire, ha solo un raffreddorone e quindi forse meglio il Rimikind.

Chi deve curarsi, al solito, sono io....

 




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Bambini in vacanza con i nonni 2010

Tuesday, 27 July 2010 16:04 scritto da Sofia

Come tutti gli anni, quegli angeli dei miei suoceri tengono due settimane Davide in montagna. Lui aspetta ogni anno questo momento con felice trepidazione. Anche quest'anno. Ma una volta salito...

Scrivo con il cuore in mano e le lacrime in tasca. Non so che cosa sia capitato quest'anno ma il mio amorino ogni volta che parto piange disperato. Non era mai successo. Stare con i nonni in montagna è sempre stato il momento più atteso e desiderato dell'anno (per lui, beninteso, non certo per me) ma 'sto giro non va così.

O meglio, siamo partiti insieme tutti entusiasti, pieni di progetti ed eccitati dai ricordi e dalle promesse dei nonni: andiamo a raccogliere i mirtilli, a vedere se ci sono i lupi nel bosco, attraversiamo i ruscelli, cerchiamo i funghi, ritroviamo gli amici, saltiamo sulla bici nuova ecc. ecc. eppure...

Ogni giorno Davide mi chiama più volte - mia suocera furente perché le azzera quotidianamente il credito! - con quella sua vocina struggente che esordisce con: "MAMMA!" proprio come a voler attirare la mia attenzione. E poi è un susseguirsi per decine di minuti delle solite domande. Nell'ordine:

1. Perché devi lavorare?

2. Quando arrivi?

3. Quanti giorni mancano o nella versione notturna Quante nanne mancano?

4. Mi vuoi bene?

5. Quanto bene mi vuoi?

6. Ti manco?

Capite che la vicenda si fa straziante. Per tacere di domenica sera, quando io e Paolo siamo saliti sul treno e lui, aggrappato alle gambe di mia suocera, piangeva disperato, paonazzo in volto, visino sfigurato e gonfio di lacrime urlando "Mammaaaaaaa, mammaaaaa" e mia suocera che serenamente continuava a chiacchierare con la sua amica mentre noi assistevamo impotenti intrappolati sul treno con già le porte chiuse.

Posto che non vedo l'ora che sia venerdì per andarlo a prenderle ed assodato che l'anno prossimo, a costo di licenziarmi, non trascorreremo un altro luglio schifoso come questo, mi chiedo: come mai questa reazione? Me la sarei aspettata forse quando era più piccolo ma a quasi cinque anni e indipendente come è lui, che sta succedendo?

Dove sto mancando? Ha davvero così bisogno di me in questo momento il mio piccolo?

Aiuto, cerco conforto...




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Bambini capricciosi

Monday, 3 November 2008 11:21 scritto da Sofia
Tra i tre e i quattro anni i capricci si fanno più intensi e bizzosi. Lo sto scoprendo a mie spese ma dopo scoramenti, urla, castighi ecc. forse ho trovato la soluzione per una pacifica convivenza con il mio piccolo Attila.

In effetti ero abbastanza scoraggiata, come era possibile che un bambino sereno, sempre allegro, abbastanza ubbidiente, giocherellone, curioso si fosse trasformato improvvisamente in un teppistello spocchioso, strafottente e ribelle? A tre anni!??!?!?! Cioè, scusate, a 14 me lo aspetto ma a 3 francamente no.

Davide furbettoTutto diventa una questione e una polemica: vestirlo al mattino una mission impossible, mollarlo all'asilo una fatica di Ercole, portarlo a casa/asilo/nonni/supermercato un viaggio da Odissea.
E poi rispostacce della serie "mettitelo tu, mangiatelo tu, vacci tu in castigo" e a volte alzava anche le mani. Io sempre più disperata, mia suocera che mi chiede serafica ma martellante: "Ma che cos'ha il bambino?" gettandomi sempre più nello sconforto.

Le mia reazione - in questi giorni poi sono particolarmente tesa e nervosa- spesso era di insofferenza per cui mi mettevo a strillare, lo costringevo ad andare in castigo dietro la porta praticamente a forza, non so le volte che l'ho sollevato e buttato nella vasca piena d'acqua perché lui da solo non ci voleva entrare per poi DOPO, ovviamente, non voler uscire. A nulla valgono i castighi: oggi niente budino, niente macchinina preferita, niente giochi all'oratorio. Pazzesco, Davide si è dimostrato di una tenacia, di una forza di volontà e di una caparbietà che spero manifesti anche quando dovrà studiare. E i capricci, gli strilli, i pianti, le prepotenze continuavano.

L'apice è stato raggiunto la scorsa settimana quando ha colpito una bimba all'asilo (di cinque anni e mezzo!) con una macchinina facendole un graffio sotto l'occhietto. Lui sostiene che la bambina lo aveva spinto e quindi lui si è difeso, la maestra - manco a dirlo - non ha visto. la madre è venuta a fare una pezza. Insomma, un casino.
Ma la cosa che più mi ha mandato in bestia è stata non tanto il colpire la bambina (è successo anche a lui e sappiamo tutte che tra bambini che giocano può capitare) quanto il fatto che non c'è stato verso di fargli chiedere scusa. Cioè, indipendentemente dal fatto che il colpo sia stato volontario o accidentale voglio che chieda scusa perché comunque il reponsabile è lui e non si deve picchiare MAI, nessuno per nessun motivo, anche se si ha ragione.

È diventato un braccio di ferro tra me e lui. Doveva chiedere scusa a questa bimba. Beh, ci ho impiegato tutto il pomeriggio (giuro) ma alla fine l'ho convinto a scrivere una letterina di scusa a questa Silvia da consegnarle poi il giorno dopo con un bacino. E lì mi si è squarciato il velo. Con Davide non funzionano le maniere aggressive e brutali. Bisogna prenderlo con la dolcezza e spiegargli le cose con calma. Certo, io devo fare un training autogeno che manco un monaco trappista perché la voglia che ho io è quella di disfarlo come l'ho fatto ma ho imparato a trattenermi, a calmarmi e poi a parlargli con dolcezza, abbracciandolo e prendendolo in braccio. E credetemi, i bambini non la prendono come un cedimento o una carenza di polso ma anzi si sentono compresi nel loro disagio. E ci seguono come agnellini.

Domani vi racconto poi altri trucchetti, voi ne avete?





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Di nuovo agitazione, di nuovo Kindival

Wednesday, 26 March 2008 09:40 scritto da Sofia
Vi è mai capitato che il piccolo, nonostante la stanchezza evidente, non volesse dormire al pomeriggio per più giorni consecutivi? Meglio assecondarlo o insistere?


Davide, da quando ha 10 mesi, fa sempre la nanna dopo pranzo. A volte dorme di più, a volte di meno ma insomma a parte rarissime eccezioni (amichetti in visita, gite fuori porta ecc.) il pisolino  post-prandiale è sempre stata sacrosanto. Anzi, ultimamente è lui stesso che dice: "Mamma, sono un po' stanco, vado a nanna".

Giovedì scorso viene a casa dal nido stravolto: avevano festeggiato in anticipo la Pasqua con giochi, canti e danze ed era quindi particolarmente stanco. Si fionda a letto ma - sorpresa delle sorprese - non si addormenta e comincia a girarsi e rigirarsi come un girarrosto. Va avanti per più di un'ora, senza chiamare, cantando da solo, ma a un certo punto comincia: "Mamma, l'ho fatta tutta la nanna! Vieni! Giochiamo!". Provo tutti i soliti stratagemmi - che altre volte hanno funzionato benone - tipo stare 5 minuti con lui, fargli abbracciare il suo tigrotto, dargli da bere o fargli fare pipì o coprirlo. Insomma, niente. Sfinita lo tiro su e mi dico: pazienza, oggi niente nanna. Mi aspettavo nanna notturna prolungata ma niente, alle otto arzillo in piedi. Venerdì stessa scena. Niente nanna.
Solo a questo punto era evidentemente stravolto. Occhietti gonfi di sonno, occhiaie in caduta libera.

Mi sono finanche chiesta se non fosse già arrivato il momento in cui smette la nanna del pomeriggio ma, francamente, a due anni e mezzo mi sembra un po' presto. No?

Però vedo che è stanchissimo, addirittura fa fatica a camminare, vuole sempre essere preso in braccio, insomma, è stravolto. Sabato crolla alle 12.10 e risorge alle 17.20.
Tuttavia mi pare un po' agitato, sovraeccitato dalla Pasqua, dagli amici, dalle corse in giardino, dai cibi nuovi che ha assaggiato per le feste... Non lo so neanche io. Fatto è questa fatica nell'addormentarsi è davvero insolita.

Allora vado in farmacia, pensando di fargli fare un giro di Kindival. Ha sempre funzionato molto bene per tranquillizzarlo senza stordirlo



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